Leggende e magie sui fischietti

Nel passato fischiare in certe condizioni o fischiare del tutto era qualcosa da evitare, in quanto associato da molte culture a qualcosa di maligno. In Russia porta ancora oggi sfortuna. E’ una superstizione collegata alle danze delle streghe. Chi prendeva parte ai sabba, infatti, portava con sé un fischietto. In Marocco è meglio non fischiare in casa, perché rimarrebbe per sempre vuota. In molti paesi dell’Africa, chi fischia in una stanza chiusa, attira gli spiriti maligni. Gli antichi esorcizzavano lampi e i fulmini fischiando. La superstizione del fischio è tuttavia viva ancora oggi. Fischiare nella toeletta o nel foyer di un teatro, per esempio, porterebbe sfortuna allo spettacolo.  Su certe navi non è concesso fischiare, perché fischiando si chiamerebbe o si farebbe aumentare il vento.

Fischiare serviva anche a scongiurare dei pericoli (un po’ come l’innato fischiettare in certe situazioni a disagio, specialmente al buio, quando si torna a casa camminando). Non è tuttavia consigliabile fischiare di notte sulle strade, o il diavolo, sentendosi così chiamato, verrà e seguirà i nostri passi e soltanto una corsa, facendoci  continuamente il segno della croce, oppure un sacchetto di sale grosso ce ne potrà liberare (come ricorda il libretto dell’opera “Il tradimento orale, un’epopea musicale sul diavolo” di Mauricio Kagel. Anche l’opera “Mefistofele” di Arrigo Boito contiene uno famoso fischio diabolico, oltre a svariate altre “diavolerie” criptate, strumento per uno scontro politico del compositore e librettista contro l'istituzione ecclesiastica, piuttosto che reale e comune pratica demoniaca a lui attribuita.

Son lo Spirito che nega
Sempre, tutto; l'astro, il fior.
Il mio ghigno e la mia bega
Turban gli ozi al Crëator.
Voglio il Nulla e del Creato
la ruina universal.
Parte son d'una latèbra
Del gran Tutto: Oscurità.
Son figliuol della Tenèbra
Che Tenèbra tornerà.
Rido e avvento - questa sillaba:
"No."
Struggo, tento,
Ruggo, sibilo.
"No."
Mordo, invischio,

Fischio! Fischio! Fischio!

 

Ma non fischiano solo le labbra. Fischiano anche le orecchie. Un’antica credenza vuole che se qualcuno parla di una persona assente, questa si sentirebbe fischiare le orecchie. Si può addirittura stabilire se se ne parla bene o male a seconda che l’orecchio interessato sia il sinistro o il destro. Se poi si vuole sapere chi sia l’autore del discorso, basta farsi dire un numero a caso, trovare la lettera che corrisponderà all’iniziale del nome. Quando si è detto quello giusto, il fischio cesserebbe. Un gioco a tutti noto e così antico che ne parla già Plinio nella sua “Storia naturale”.

Il fischietto e l’atto del fischiare hanno dunque un forte valore apotropaico, cioè propiziatorio e anti-malocchio.

 

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